giovedì 14 settembre 2017

Malta
E Mattarella chiede più solidarietà
Avvenire
(Luca Liverani) Vie legali per una migrazione sicura. Per chi oggi è costretto ai viaggi della disperazione, per l' Italia che da sola fatica a gestire l' accoglienza. Da Malta, nel cuore del Mediterraneo, Sergio Mattarella plaude alle parole del presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, apprezzate anche dal premier Paolo Gentiloni. Per Mattarella dunque «dobbiamo assicurare dei canali legali di ingresso e un governo ordinato del fenomeno migratorio. Non possiamo consegnare le chiavi dell' ingresso in Europa - sottolinea - ai trafficanti di esseri umani.
Per questo bisogna stroncare il traffico di esseri umani e garantire canali legali e ordinati di ingresso», insieme a un impegno forte di aiuti ai paesi africani. Mattarella apprezza le parole di Juncker: «È importante che tutti comprendano, e la Commissione europea capisce, che il fenomeno migratorio non è problema solo dell' Italia o di Malta ma un problema complessivo dell' Unione europea». Il Presidente commenta le parole di papa Francesco e si schermisce affermando che non si è trattato di un apprezzamento del pontefice per l' operato del governo: è piuttosto una «espressione di saggezza dire che ci vuole l' accoglienza e l' integrazione, ma al tempo stesso anche avere una ragionevole capacità di accoglienza». 
Allo stesso tempo l' Italia «è molto impegnata e sollecita l' impegno dell' Europa per la stabilizzazione della Libia e perché venga garantita dalla comunità internazionale e dalle agenzie dell' uomo una condizione dignitosa e accettabile dei campi profughi», tiene a dire il Presidente. Una volta stabilizzate «le istituzioni di quel Paese possono controllare il territorio stroncando il traffico di esseri umani che comporta sofferenze indicibili». 
Il plauso del presidente della Commissione europea all' Italia suscita la gratitudine del presidente del Consiglio italiano. «Grazie a Jean Claude Juncker per le sue parole sull' immigrazione e per l' alto profilo europeista del suo discorso sullo stato dell' Ue», scrive su Twitter Paolo Gentiloni. Nell' esecutivo però c' è anche chi auspica segnali più concreti da Bruxelles: «Dall' Europa aspettiamo i fatti», dice il ministro delle infrastrutture Domenico Delrio, perché «l' Italia non ha voluto mancare ai suoi doveri umanitari nel Mediterraneo, ma è un dato di fatto che abbiamo supplito all' assenza dell' Europa specialmente nei ricollocamenti». 
Il ministro, intervistato al Tg2000, afferma che «l' Europa può ritrovare sè stessa se impone le sue leggi di civiltà e umanità a tutti i Paesi che aderiscono ad essa. Non si possono ricevere finanziamenti economici dall' Europa e rifiutarne i valori e i principi su cui è fondata. Siamo orgogliosi della nostra identità europea e dei nostri valori bisogna però che vengano rispettati da tutti. Questa è un' esigenza che il governo italiano ha sempre, negli ultimi anni, richiesto con grande forza. Ha ottenuto le quote di ricollocamento già con il governo Renzi. È ora che queste quote vengano applicate ».