giovedì 14 settembre 2017

Malta
Migranti, l' appello di Mattarella "Corridoi per evitare le stragi"
La Stampa
(Ugo Magri) Gli slanci eccessivi, le fughe in avanti o, per dirla con le parole esatte di Sergio Mattarella, le «avanguardie generose» non permettono di affrontare «compiutamente» sfide come quella dell' immigrazione. Il Presidente è un fautore convinto dell' accoglienza, più volte ha condannato i populismi che fanno leva sulla paura. Tuttavia in questo passaggio storico ritiene giusto segnalare che occorre grande equilibrio, anzi la stessa «saggezza» dimostrata da Papa Francesco nei giorni scorsi quando ha riconosciuto come la solidarietà incontri dei limiti oggettivi. Nella sua visita di Stato a Malta, incontrando la presidente Marie Louise Coleiro Preca, Mattarella ha molto insistito sul concetto di «sostenibilità», in perfetta sintonia con le posizioni assunte dal governo e dallo stesso ministro dell' Interno, Marco Minniti.
Sostenibilità dell' accoglienza, ha precisato, in una chiave non soltanto italiana ma europea perché è tutta l' Europa a doversi dividere il fardello dei migranti. Il tema nuovo su cui il Presidente chiede collaborazione è quello dei corridoi umanitari come alternativa agli sbarchi irregolari. «Dobbiamo assicurare», è il suo pensiero, «canali legali di ingresso e governare ordinatamente il fenomeno migratorio». La logica non può essere quella della porta in faccia ai profughi, ma nemmeno l' altra che lascia le chiavi dell' accesso ai trafficanti di esseri umani. L' Africa è una bomba demografica destinata a esplodere se nei prossimi anni non si troveranno strade di accesso che l' Europa possa gestire. 
Canali legali e sostenibili, appunto. Sembra l' uovo di Colombo, e non a caso nei mesi scorsi la Commissione Ue, d' intesa con l' Unhcr che si batte per i rifugiati, aveva messo in piedi un piano per trasbordare dall' Africa 40 mila perseguitati veri, stanziando una cifra di 400 milioni di euro. Ciascuno Stato membro avrebbe dovuto comunicare entro domani, 15 settembre, quanti di questi 40 mila profughi sarebbe stato disposto a integrare. Ma un paio di Paesi Ue, i più coinvolti nelle dinamiche elettorali, hanno sollecitato un rinvio a fine ottobre nel timore di restarne penalizzati. È la prova di quanto arduo sia tagliare traguardi apparentemente facili e alla portata, come quelli additati da Mattarella. 
Sulla Libia, dove i migranti vengono rinchiusi dentro veri e propri lager, non sono mancate sollecitazioni del Presidente. Senza trascurare che pure qui l' Italia da sola non può fare molto, è l' intera Unione a dover intervenire per «rendere dignitosa e accettabile la situazione nei campi profughi». Insomma la strada non può essere diversa dalla condivisione regionale e internazionale. 
Di Ius soli, come delle altre polemiche domestiche, Mattarella non ha parlato perché questa è (o dovrebbe essere) la buona regola dei viaggi all' estero. Si è dedicato a tessere buoni rapporti con Malta, riconoscendo che La Valletta sta facendo il possibile sul terreno dell' immigrazione, dunque non ha senso scambiarsi accuse su chi deve soccorrere e quando, come purtroppo è avvenuto di recente. Più importante è fare fronte comune nelle sedi che contano. E collaborare sulle fonti di energia, incominciando dal futuro gasdotto tra Malta e la Sicilia.